La storia del carlino.

Il carlino è un cane molto dolce e a volte anche pigro, ma per capire davvero la sua natura, è necessario guardare molto indietro nel passato.
Le sue origini sono discusse tra chi crede alla leggenda della sua nascita e chi, invece, accetta solo ed esclusivamente la matrice storica della sua nascita.

La leggenda della nascita di questo piccolo molosso narra che un leone si invaghì di un piccolo scoiattolo che ricambiava il suo amore, ancor di più perchè ad amarlo era proprio il re della foresta. Ma come accade per tutte le più belle storie che due innamorati possano trascorrere momenti intimi, purtroppo per i due era molto difficile amarsi in maniera passionale per ovvie ragioni di stazza.

Allora il leone chiese aiuto ed un miracolo agli dei i quali gli consentirono di formare una coppia con il suo innamorato risolvendo il problema trasformandolo in un carlino. Secondo la leggenda, quindi, il carlino assume i suoi comportamenti specifici proprio perchè si sentirebbe il re di tutti gli animali.
I ricercatori cinofili hanno sempre descritto il carlino con una frase di Plinio il Giovane che reciterebbe “multum in parvo” (moltissimo in un piccolo spazio), frase che descrive meglio di qualunque altra questo particolarissimo cane: lento, fiero, dolce e molto fedele.

Le prime testimonianze scritte relativi a questo particolarissimo cane si ritrovano già negli scritti del filosofo cinese Confucio nel 500 avanti Cristo grazie ai quali possiamo scoprire che i carlini erano già ampiamente diffusi in tutta la Cina durante la dinastia Cheng.
I cinesi divinizzarono questi cani e li veneravano poichè la credenza voleva che loro fossero in grado di scacciare poichè le rughe presenti sul loro viso tracciano l’ideogramma cinese che hai il significato della parola “principe”.

Questi cani erano ritenuti sacri anche dai monaci tibetani, tant’è che arrivano anche da loro notizie di una leggenda secondo cui, chi fosse riuscito a scalare l’Himalaya e toccare la testa di un’aquila appena nata, si sarebbe trasformato in questo animale sacro.

Un imperatore cinese molto famoso, nel 320 a.C., Shein Jing Wang obbligò tutti i suoi sudditi di bruciare tutti i documenti (e il motivo è ancora ignoto) che riportavano notizie della storia del carlino, anche per questo motivo reperire altre informazioni è molto difficile.
Qualche secolo dopo, nel secondo dopo Cristo, l’imperatore Ling To apprezzò così tanto la bellezza di questo cane che addirittura lo investì di una carica nobiliare che vedeva le femmine del carlino posizionate gerarchicamente affianco e con la stessa importanza delle mogli degli imperatori. Lo stesso Ling To ordinava, inoltre, che questi cani venissero sorvegliati da guardie dedicate sia di giorno che di notte e che fossero nutriti solo con riso e carne di altissima qualità. Se qualche male intenzionato provava a rubarne uno, veniva inesorabilmente condannato a morte.

Durante la dinastia Yuan (dal 1200 al 1330 circa dopo Cristo), gli imperatori avevano l’usanza di organizzare delle parate dei loro animali ed il carlino era sempre posizionato subito dopo il leone. Pare che, in queste occasioni, gli europei notarono questo animale affascinante tanto da farlo arrivare in Europa nel quattordicesimo secolo durante le traversate delle navi delle Compagnie delle Indie Orientali.
Le caratteristiche peculiari del carlino ovvero la fedeltà, la dedizione, il coraggio, la fierezza furono notate, durante uno di questi viaggi, anche da un principe della casa reale olandese degli Orange che fu salvato da un tentato omicidio proprio dal suo carlino che riuscì ad abbaiare e avvisarlo in tempo.

Nel 1688 questo cane divenne il cane ufficiale della famiglia reale olandese tant’è che furono vestiti con dei fiocchi arancioni durante l’incoronazione del principe William.
Tracce storiche importanti del carlino arrivano anche dalla Francia quando, è documentato, nel 1794, durante il periodo del Terrore, Napoleone Bonaparte e sua moglie vennero rinchiusi in prigione e potevano ricevere visite solo dal loro piccolo carlino Fortune. Quando il regime del Terrore finì, i tre poterono ricongiungersi e Fortune potè seguire Napoleone anche in battaglia.
Il carlino è risaputo che sia un cane molto astuto e con una grande dote strategica ed ingegnoso, oltre che molto furbo: questo cane riesce sempre a rubare ed impossessarsi di cuscini anche se gli è vietato ed è capace di nascondere qualsiasi cosa in posti che riesce a scovare solo lui.

Il suo atteggiamento superiore e supponente viene fuori anche nell’aspetto solenne che ispirò i massoni del sedicesimo secolo a fondare il cosiddetto Ordine del Carlino.
Dopo la Prima Guerra Mondiale, il poeta dadaista Jandl fu fortemente ispirato dalla simpatica coda di questo cane e scrisse su di lui la poesia famosissima Otto Mops.
Le notizie relative alla storia del carlino si interrompono per tutta la durata della Seconda Guerra Mondiale e, alla fine di questa, questo cane si è diffuso moltissimo in tutto il mondo rendendo facilissimo ritrovarli un pò ovunque.
Come insegna la sua storia, seppure un grande amante di coccole e grattini, questo cane sarà sempre pronto a dimostrarvi tutta la sua fedeltà.

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